Come educare un gattino in casa

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In questo articolo cercheremo di farvi capire come è possibile educare un gattino in casa in modo costante nel tempo. Non serve usare il pugno di ferro per far capire a un gattino come si deve comportare in casa: vedrete che certe cose le capirà automaticamente. Sono animali molto più intelligenti di quanto si pensi.

Spesso il desiderio di adottare un cucciolo è forte, sono una grande compagnia, ricambiano le nostre azioni con dell'affetto incondizionato e sono dei gran giocherelloni. Purtroppo però, alcuni fattori, come ad esempio tappezzeria sfregiata, escrementi in giro per casa, pulci, zecche e pidocchi, ci fanno desistere. Per educare un gattino, i primi giorni saranno abbastanza duri, un miagolio continuo e persistente turberà la tranquillità della nostra dimora. Questo è più che comprensibile, basti pensare al fatto che il gattino si trova in un ambiente sconosciuto, con persone sconosciute, privato della mamma e dei fratellini.

L'indispensabile attrezzatura della quale abbiamo bisogno per riuscire ad educare il nostro gatto è del cibo per gattini, una comoda cuccetta, la sabbietta e il tiragraffi. Cerchiamo di far familiarizzare il nostro gattino con la sabbietta appena arriva in casa. Dopo un viaggetto o un così repentino cambiamento esso sicuramente avrà la necessità di evacuare. Cerchiamo di essere tempestivi, non lasciamo che la faccia in terra, ma posizioniamolo direttamente nella lettiera, vedremo che d'istinto la userà. Posizioniamola comunque in un luogo riservato, altrimenti il gatto andrà a fare i suoi bisogni altrove, per farci capire che preferisce quel posto.

La cuccetta è utile dall'inizio per far capire al gatto che si tratta del suo letto, altrimenti prenderà il nostro il divano. Il tiragraffi è poi indispensabile se non volete che il gatto si faccia le unghie sulla tappezzeria o i mobili. Serve da subito perché nel momento in cui un gatto sceglierà un oggetto per farsi le unghie, le farà sempre e solo su quelle. In ultima analisi, i gattini tendono a mordere perché così giocano con la mamma e i fratellini. Per evitare che ci faccia male gridiamogli un deciso "ahi!" ogni volta che stringe troppo, ben presto imparerà a gestire la sua forza.

Vi consigliamo di non essere né troppo accomodanti ma nemmeno troppo severi: instaurate un rapporto sereno e affettuoso con il vostro nuovo amico.

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